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RACCOLTA DI PLASMA IPERIMMUNE DA SOGGETTI CONVALESCENTI DA SARS-CoV-2

- © 2021 Asst Fatebebenfratelli Sacco
13/11/2020

Intervista al prof. Augusto Federici, direttore della Unità Operativa Complessa (UOC) di Ematologia e Medicina Trasfusionale (EMT) dell’ASST Fatebenefratelli Sacco

Cos’è il Plasma Iperimmune e a cosa serve?

L’attuale contingenza epidemiologica da SARS-CoV-2, che ha investito drammaticamente l’Italia e il mondo, spinge, fintanto che non sarà disponibile un vaccino specifico, a trovare soluzioni terapeutiche di ausilio nella cura e soprattutto nella prevenzione del gravissimo quadro clinico della sindrome COVID-19. Una strategia che certamente potrebbe dare risultati soddisfacenti dal punto di vista sia della cura sia della prevenzione è costituita dall’immunizzazione passiva, ossia l’uso di anticorpi che neutralizzano il virus e ne riducono la carica virale, mediante il loro trasferimento (“passivo”) in soggetti ammalati o a rischio elevato di contagio. Tali anticorpi neutralizzanti specifici contro il virus SARS-CoV-2 possono essere presenti nel plasma di soggetti che hanno contratto l’infezione, manifestando in forma conclamata la malattia COVID-19 e sono guariti, oppure che hanno contratto l’infezione con sintomatologia lieve o addirittura in forma asintomatica e hanno eliminato il virus: il plasma di questi soggetti che hanno prodotto anticorpi specifici diretti contro il virus è definito “plasma iperimmune”. Tale approccio è tecnicamente percorribile, con piena garanzia della sicurezza trasfusionale, perché non vi sono ad oggi evidenze nella letteratura scientifica che il sangue e i suoi prodotti siano veicolo di contagio. L’utilizzo di plasma iperimmune non solo si è dimostrato sicuro ma anche è stato in grado di migliorare il quadro clinico di numerosi pazienti gravi affetti da COVID-19 in alcuni studi in cui il plasma iperimmune è stato utilizzato a scopo compassionevole. Per valutare la reale entità dell’efficacia clinica del plasma iperimmune l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), previa approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ha organizzato a livello nazionale il protocollo clinico “Plasma da Donatori guariti da Covid19 come terapia precoce per pazienti con polmonite da SARS.CoV-2: studio multicentrico randomizzato controllato in aperto” noto con l’acronimo in inglese di TSUNAMI STUDY. A questo studio possono partecipare i Colleghi clinici della nostra ASST-FBF-SACCO sotto il coordinamento del Dr. Giuliano Rizzardini, Direttore del Dipartmento di Malattie Infettive dell'ASST Fatebenefratelli Sacco.

Dove avviene la raccolta di plasma iperimmune?

La raccolta di plasma iperimmune avviene all’interno delle competenti Strutture della Rete Trasfusionale Regionale, Servizi di immunoematologia e Medicina trasfusionale (SIMT) e Unità di Raccolta associative (UdR), con il contributo organizzativo di tutte le sedi AVIS e di tutte le Associazioni e Federazioni di Donatori Volontari di Sangue, che hanno scelto di aderire.

Quali sono i possibili rischi per il Donatore di plasma iperimmune?

Nessun rischio ulteriore a quelli potenziali del prelievo venoso, che ogni Donatore già conosce quando viene informato dal Medico in occasione della donazione di sangue o plasma.

Da quando l’ASST Fatebenefratelli Sacco ha iniziato a raccogliere plasma iperimmune?

La raccolta di plasma iperimmune presso l’UOC di EMT dell’ASST Fatebenefratelli Sacco è partita il 5 giugno 2020. Da allora abbiamo selezionato 115 possibili Donatori ed abbiamo ottenuto 69 sacche di plasma iperimmune dai Donatori che sono stati ritenuti idonei. Queste sacche sono disponibili presso l’emoteca del Dipartimento di Medicina Trasfusionale ed Ematologia (DMTE) dell’Ospedale Niguarda e possono essere utilizzate per i pazienti gravi affetti da Covid-19 con due procedure: A) a scopo compassionevole previa richiesta scritta (accompagnata da moduli e breve descrizione del caso clinico) dell’autorizzazione del Comitato Etico dell’ASST-FBF-SACCO; B) Inserendo il caso nel protocollo TSUNAMI, che partirà a breve.

Perché è importante continuare nel progetto di raccolta e di donazione di plasma?

in attesa dei vaccini e di terapie più mirate contro SARS-CoV-2 Il plasma iperimmune va considerato un presidio terapeutico facilmente reperibile che può migliorare il quadro clinico dei pazienti affetti da polmonite da SARS-CoV-2. Continuare la raccolta significa avere plasma iperimmune sempre disponibile per l’uso clinico nei pazienti. Inoltre la raccolta di grandi quantità di plasma iperimmune, non utilizzato subito per uso clinico, consente l’isolamento di immunoglobuline specifiche anti-Covid19 da somministrare come farmaco.

Chi può donare il plasma iperimmune?

Per diventare Donatore di plasma iperimmune è necessario essere stati giudicati guariti da COVID-19: il candidato Donatore in assenza di sintomi da almeno 14 giorni deve presentarsi con il referto di tampone negativo e con quello del dosaggio positivo di anticorpi anti-Covid19. Si ricorda inoltre che le donne con precedenti gravidanze NON possono essere selezionate per la donazione di plasma iperimmune a scopo clinico: esse però possono essere chiamate per donare plasma per l’isolamento delle immunoglobuline da parte delle industrie del frazionamento del plasma.  

Come prenotarsi per venire a donare il plasma iperimmune?

Coloro che pensano di avere le caratteristiche previste per donare plasma iperimmune devono comunque sottoporsi alla visita medica per ottenere l’idoneità alla donazione di plasma. L’appuntamento della visita può essere programmato chiamando dalle ore 9:00 alle 12:00 dei giorni feriali i seguenti numeri: 02 3904 4060 (Dr.ssa Ilaria BURGO) e 02 3904 2934 (Segreteria Associazione Donatori HSOS del PO Sacco). In alternativa la richiesta di visita può essere inviata ai seguenti indirizzi email: ilaria.burgo@asst-fbf-sacco.it oppure hsos@asst-fbf-sacco.it .

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