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Il disturbo da uso di alcol

- © 2018 Asst Fatebebenfratelli Sacco
05/07/2018

Il disturbo da uso di alcol (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders DSM–5) è la nuova definizione che viene utilizzata per definire:

  • il bevitore a rischio,
  • il bevitore eccessivo,
  • l’alcoldipendente.

Tutte e tre queste condizioni producono un disagio determinando, effetti dannosi per la salute fisica e mentale di un individuo, e/o per il benessere di altri individui e/o conseguenze sociali avverse come il mancato rispetto degli obblighi di lavoro, di famiglia o la scuola, i conflitti interpersonali, o i problemi legali.

Questa nuova modalità di definire il bevitore a rischio, eccessivo o alcoldipendente prevede che, in base agli 11 punti riportati, una persona abbia un disturbo da uso di sostanze:

  • lieve se nel corso dell’anno sono comparsi  2-3 sintomi;
  • moderato se sono comparsi 4-5 sintomi;
  • grave se sono comparsi 6 sintomi o più.

SINTOMI

  1. La sostanza è spesso assunta in quantità maggiori o per periodi più prolungati rispetto a quanto previsto dal soggetto;
  2. Desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso della sostanza;
  3. Una grande quantità di tempo viene spesa in attività necessarie a procurarsi la sostanza (per es., recandosi in visita da più medici o guidando per lunghe distanze), ad assumerla (per es., fumando “in catena”), o a riprendersi dai suoi effetti;
  4. Craving o forte desiderio o spinta all’uso della sostanza;
  5. Uso ricorrente della sostanza che causa un fallimento nell’adempimento dei principali obblighi di ruolo sul lavoro, a scuola, a casa;
  6. Uso continuativo della sostanza nonostante la presenza di persistenti o ricorrenti problemi sociali o interpersonali causati o esacerbati dagli effetti della sostanza;
  7. Importanti attività sociali, lavorative o ricreative vengono abbandonate o ridotte a causa dell’uso della sostanza;
  8. Uso ricorrente della sostanza in situazioni nelle quali è fisicamente pericolosa;
  9. Uso continuato della sostanza nonostante la consapevolezza di un problema persistente o ricorrente, fisico o psicologico, che è stato probabilmente causato o esacerbato dalla sostanza;
  10. Tolleranza, come definita da ciascuno dei seguenti: a) il bisogno di dosi notevolmente più elevate della sostanza per raggiungere l’intossicazione o l’effetto desiderato; b) un effetto notevolmente diminuito con l’uso continuativo della stessa quantità della sostanza;
  11. Astinenza, come manifestata da ciascuno dei seguenti: a) la caratteristica sindrome di astinenza per la sostanza (riferirsi ai Criteri A e B dei set di criteri per Astinenza dalle sostanze specifiche); b) la stessa sostanza (o una strettamente correlata) è assunta per attenuare o evitare i sintomi di astinenza.

L’alcolismo come effetto di un "malessere sociale" non é prerogativa delle classi meno abbienti o meno acculturate o di particolari ambienti trasgressivi, come spesso anche i media comunicano.
Il bere troppo e male, in situazioni di stress o conviviali, di aggregazione o di profonda solitudine é un’abitudine diffusa in tutti i livelli sociali e si sta allargando in modo allarmante tra i giovani che tendono ad associare le bevande alcoliche ad altre sostanze tossiche (cocaina, ecstasy, cannabis).

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la regola è: "Alcol? Meno è meglio". L'alcol  è una sostanza tossica potenzialmente cancerogena. La IARC (International agency for research on Cancer) ha infatti classificato l’alcol nel gruppo I degli agenti cancerogeni (sicuramente cancerogeni per l’uomo).

Il sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it)  riporta che “il suo consumo  prolungato e  cronico è associato quindi  ad un aumentato rischio di cancro e non è possibile stabilire una quantità assolutamente sicura”.

L’alcol induce tolleranza (se bevo per stordirmi, disinibirmi, rilassarmi, non pensare, etc. devo aumentare sempre più le dosi altrimenti non ho gli effetti che cerco);

L’alcol induce dipendenza: credo di poter smettere di bere quando voglio ma  il mio cervello richiede la “dose” giornaliera altrimenti mi sento male.

Pur apportando circa 7 Kcal per grammo l’alcol non è nutriente e il suo consumo non è utile all'organismo.

L'alcol è fonte di danno alle cellule di molti organi tra cui i più colpiti sono il fegato, l’apparato gastroenterico, il sistema nervoso centrale e periferico. L’assunzione di alcol superiore alle dosi riportate nella Figura 1 indebolisce  il sistema immunitario causando malnutrizione cronica ed è  tossica per molti apparati del corpo umano (ad esempio, facilità l’insorgenza di polmoniti e di tubercolosi).

Nelle donne, per meccanismi di interazione ormonale, l’abuso alcolico aumenta il rischio di carcinoma mammario.

In Italia ci sono 8.643.000 (M=6.082.000, F=2.562.000) consumatori a rischio (dati ISTAT 2016) che bevono più delle dosi consentite o utilizzano la modalità binge drinking, consumano 5/6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione.

L’alcol è causa di oltre 200 diverse malattie ed è classificato come il terzo fattore di rischio di malattia e morte prematura, dopo il fumo e l’ipertensione (Emanuele Scafato e Silvia Ghirini - Osservatorio nazionale alcol (Cnesps-Iss) - Centro Oms per la ricerca sull'alcol).

È causa di incidenti che provocano ogni anno numerosi morti e feriti. (alcol e guida)


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