burger mobile
logo
Sede Legale ASST Fatebenefratelli Sacco
Via G.B Grassi, 74 . 20157 - Milano | CF e PI:09319690963
IBAN: IT47A0538701615000042209922
protocollo.generale@pec.asst-fbf-sacco.it

Alcol e donna

05/02/2018

Come mai l'organismo femminile, rispetto a quello maschile, risulta essere più vulnerabile agli effetti dell'alcol?
 

Questa differenza dipende dal fatto che la donna presenta una massa corporea inferiore rispetto all’uomo, minor quantità di acqua corporea e meno efficienza dei meccanismi di metabolizzazione dell’alcol (ossia, della sua scomposizione nell’organismo in molecole più semplici).

A pari quantità di bevande alcoliche, quindi, corrisponde un maggior livello di alcol nel sangue (alcolemia). Per questi motivi la donna impiega un tempo più limitato dell'uomo per sviluppare un Disturbo da Uso di Alcol e presenta più rapidamente le complicanze epatiche,cardiovascolari e psichiatriche correlate all'abuso. Oltre a queste patologie, la donna bevitrice ha un maggior rischio di sviluppare il tumore alla mammella.


L’abuso di alcol ha un ruolo rilevante ed incide negativamente anche sulla fertilità.
L’abuso di alcol può essere, infatti, responsabile di una minore produzione degli ormoni femminili, determinando un’insufficienza ovarica che si manifesta con irregolarità mestruali (fino alla scomparsa del ciclo), assenza di ovulazione, infertilità e menopausa precoce. Un discorso particolare va fatto per la donna in gravidanza, periodo in cui va evitato anche un consumo moderato di alcol che è in grado di attraversare la placenta e arrivare al feto danneggiandolo.

Le cellule fetali, non essendo capaci di metabolizzare l’alcol, ne subiscono gli effetti dannosi, in particolare a livello del cervello e dei tessuti in via di formazione. L’azione tossica dell’alcol interferisce sui normali processi di sviluppo fisico ed intellettivo del feto provocando malformazioni e ritardo mentale più o meno gravi. Pertanto, a causa di tale azione tossica le donne che bevono abitualmente durante la gravidanza possono andare incontro ad aborti spontanei e sono esposte al rischio di partorire neonati affetti da sindrome feto-alcolica.
La gravidanza presenta un’opportunità unica per aiutare le donne a ridurre o a cessare l’uso di alcool e delle sostanze illecite.

Alla donna in gravidanza individuata come bevitrice di sostanze alcoliche si devono fornire informazioni sulle conseguenze del consumo di alcol in gravidanza, proporre una valutazione clinico-laboratoristica e invitare il partner a supportare la scelta di astinenza alcolica. E’ stato infatti evidenziato come l’efficacia dell’intervento sanitario sia maggiore laddove il partner partecipa all’astinenza alcolica della compagna in gravidanza.


Per una corretta  informazione e prevenzione su Alcol e gravidanza si riportano i 10 punti dell’osservatorio nazionale alcol del Centro nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Prevenzione della Salute:

  1. Consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio di danni alla salute del bambino.
  2. Durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possono essere considerate sicure o prive di rischio per il feto.
  3. Il consumo di  qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione.
  4. L’alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre.
  5. Il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione.
  6. L’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza.
  7. Se si pianifica una gravidanza è opportuno non bere alcolici e se si è in gravidanza è opportuno interromperne l’assunzione sino alla nascita.
  8. È opportuno non consumare bevande alcoliche durante l’allattamento.
  9. I danni causati dall’esposizione prenatale dall’alcol, e conseguentemente manifestati nel bambino, sono irreversibili e non curabili.
  10. Si possono prevenire i danni e i difetti al bambino causati dal consumo di alcol in gravidanza , evitando di consumare bevande alcoliche.

Quindi per un principio precauzionale i professionisti devono informare le donne in gravidanza  o che hanno pianificato una gravidanza che la scelta più sicura è non assumere alcol. L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea che la gravidanza può essere un’opportunità per le donne, i loro partner e i conviventi di cambiare i loro modi di usare l’alcol.

Le donne con alcoldipendenza cronica o quelle con modalità di bere cosiddetta “binge” (“abbuffata” alcolica) rappresentano un alto rischio per l’infante e l’allattamento  non é raccomandato (l’alcol passa nel latte materno). Infatti diversi studi hanno documentato una riduzione del volume di latte dopo un solo drink. L’alcol blocca il rilascio dell’ossitocina (ormone prodotto dal cervello e secreto dall’ipofisi), causando di conseguenza un calo della produzione di latte. spunto dall’evidenza che anche basse assunzioni alcoliche della madre possono danneggiare lo sviluppo intellettuale e fisico del neonato attraverso l’allattamento,  viene raccomandato alla madre sia in gravidanza che in allattamento di evitare del tutto l’assunzione alcolica per non mettere in pericolo la salute del feto e del neonato. La maggior parte della letteratura scientifica mondiale sconsiglia l’uso di alcol nell’allattamento anche in piccole quantità.


Torna a  Nucleo Operativo Alcologia (NOA)