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Che cos’è la menopausa?

- © 2018 Asst Fatebebenfratelli Sacco

Parliamo di menopausa con il Professor Mauro Busacca direttore Dipartimento della donna, della mamma e del neonato dell'Asst Fatebenefratelli Sacco.

Che cos’è la menopausa?

La menopausa è la cessazione della funzionalità ovarica. Essa coincide con l’esaurimento spontaneo del patrimonio follicolare e quindi con la fine della fase fertile per la donna.

Le donne, infatti, producono solo un numero limitato di cellule uovo nella loro vita, prestabilito sin dalla nascita. Già nei mesi o negli anni precedenti si può osservare una fase di transizione con cicli irregolari e spesso non ovulatori. Dal punto di vista clinico parliamo però di menopausa quando una donna non ha cicli mestruali per almeno 12 mesi.

A che età si presenta?

Si stima che in Italia l’età media in cui le donne vanno in menopausa sia 51 anni.
Viene definita menopausa precoce se compare prima dei 40 anni.

Esistono casi di menopausa precoce? Se si, a cosa sono dovuti?

Purtroppo circa l’1% delle donne va incontro a menopausa precoce, anche detta insufficienza ovarica precoce.
Nella maggior parte dei casi la causa rimane sconosciuta, ma spesso è presente una componente genetica.
La menopausa precoce può anche essere secondaria, o iatrogena, cioè dovuta a terapie mediche, come ad esempio chemio-radio terapia o a interventi chirurgici di ovariectomia bilaterale totale o parziale (rimozione o parziale demolizione di entrambe le ovaie).

Quali effetti ha la menopausa sul fisico della donna? Come si possono contrastare tali effetti?

La menopausa comporta importanti cambiamenti del quadro ormonale nella donna, in particolare comporta una marcata riduzione dei livelli circolanti di estrogeni.

Dal punto di vista clinico, quasi la metà delle donne riferisce una sintomatologia vasomotoria, le cosiddette “vampate di calore”. Circa un terzo ha difficoltà ad addormentarsi, irritabilità, depressione e problemi di memoria. Frequenti sono anche la secchezza a livello vaginale e i disturbi urinari.

Inoltre, dal momento che gli estrogeni agiscono direttamente a livello dell’osso promuovendo la sua formazione, la caduta dei livelli di estrogeni provoca una marcata riduzione della matrice ossea negli anni successivi alla menopausa, definita osteopenia, o nei casi più gravi, osteoporosi. Questo determina fragilità ossea e quindi un aumentato rischio di fratture. È quindi importante per le donne a rischio svolgere regolare attività fisica e assumere il giusto apporto di vitamina D e calcio.

Infine, prima della menopausa le donne sono protette dal rischio di patologia cardiovascolare;  sempre i cambiamenti ormonali sono infatti responsabili, ad esempio, di un aumento del colesterolo LDL e di una diminuzione del colesterolo HDL circolanti. Questo determina un aumento del rischio di formazione di placche ateromasiche, che ostruiscono i vasi sanguigni portando nei casi più gravi ad infarti e ictus. È importante quindi, correggere gli altri fattori di rischio cardiovascolari (fumo di sigaretta, alcol, obesità) attraverso uno stile di vita sano con una dieta equilibrata ed esercizio fisico svolto con regolarità.

Esistono delle cure farmacologiche per alleviare i disturbi della menopausa? Se si in cosa consistono?

Si, esistono diversi tipi di farmaci in commercio. La terapia ormonale sostitutiva è costituita da estrogeni e progesterone a basso dosaggio, o da molecole più nuove con attività simili a quelle degli estrogeni e del progesterone che si sono rivelate molto efficaci nel ridurre i sintomi sistemici della menopausa.
Esistono varie vie di somministrazione, ad esempio compresse da assumere per bocca, o cerotti e gel da applicare a livello cutaneo. Le donne che presentano atrofia vulvo-vaginale possono trovare beneficio con terapie locali di natura non ormonale (come idratanti, lubrificanti, laserterapia) o con terapia ormonale locale o sistemica a seconda dei casi.

È fondamentale la terapia ormonale sostitutiva nelle donne con menopausa precoce, ed è comunque fortemente consigliata anche nelle donne che vanno in menopausa prima dei 45 anni. In queste categorie di pazienti infatti i sintomi tendono a essere più invalidanti ed è necessario prevenire un aumento del rischio di patologia cardiovascolare, osteoporosi e disturbi neurologici che altrimenti colpiscono queste pazienti con più facilità. La terapia in questi gruppi di pazienti deve essere continuata fino all’età in cui le donne vanno normalmente in menopausa. Esistono naturalmente le controindicazioni in donne con tumori estrogenodipendenti (come per esempi i tumori della mammella).

Esistono rimedi naturali ai sintomi della menopausa, come medico li consiglia?

È stato suggerito che preparati a base di fitoestrogeni, cioè molecole simili agli estrogeni che vengono ricavati dalle piante, come ad esempio flavonoidi come la genisteina ricavata dalla soia o i lignani ricavati dai cereali, possano avere un beneficio sulla sintomatologia della menopausa. Gli studi clinici hanno dimostrato un beneficio limitato di queste preparazioni sui sintomi tipici come le vampate. Essi possono comunque risultare utili per le donne con sintomi di lieve entità e possono costituire un valido approccio terapeutico in questa categoria di pazienti.